martedì 7 novembre 2017

Confronto tra la resistenza alla corrosione di una vasca in acciaio zincato a caldo ed una vasca in calcestruzzo armato

Si tende, molto spesso, a sottovalutare i rischi di corrosione e di rapida degradazione del manufatto causali, dell'azione di un ambiente corrosivo sul c.a. Prendendo in esame una vasca in c.a., è chiaro che la resistenza alle pressioni idrostatiche è fornita dal ferro in armatura del manufatto. Ora, sia per vasche interrate che per vasche fuori terra, il ferro di armatura del c.a. è soggetto a corrosione, che inizia dove le piccole fessurazioni, dovute al ritiro del calcestruzzo od al distacco dello strato di di sopraferro nel getto, permettono ad un liquido aggressivo, come le piogge acide, di venire a contatto con il terreno.
Un'enorme numero di testi e di convegni è dedicato all'analisi del fenomeno ed allo studio di come prevenirlo. Possiamo riassumere come segue:
- nel c.a., il ferro  è protetto dal cemento che crea un ambiente basico.
- nei punti di contatto con soluzioni acide si ha ossidazione del ferro con creazione di idrossidi di      ferro, di volume molto maggiore del ferro iniziale.
- l'aumento di volume crea il distacco del ferro dal calcestruzzo, causa nuove lesioni, amplia quelle esistenti, fa saltare lo strato di calcestruzzo protettivo dei ferri (copriferro), mettendo l'armatura a nudo.
- la corrosione, con conseguente degrado del manufatto, è un fenomeno che si autoesalta fino a distruzione del manufatto.
Gli studi hanno preso particolarmente in esame manufatti in c.a. in cui la resistenza strutturale deve essere garantita, pena rischi altissimi: per esempio i ponti in c.a. nelle autostrade o le ferrovie.
La soluzione che si sta individuando come la migliore risposta alla corrosione del ferro nel calcestruzzo armato è "la zincatura dei ferri di armatura”.

Concludendo si può dire che l'atmosfera in cui viviamo, e quella attorno alle industrie in modo particolare, è aggressiva.
Poiché l'uso del ferro e dell'acciaio è indispensabile nella costruzione delle strutture, ed in particolare nel nostro caso, delle vasche, occorre proteggere dalla corrosione il ferro, sia esso in laminati di acciaio come nelle pennellature per piscine o un ferro di armatura come nel caso del c.a.


Tutti gli studi concordano che la miglior protezione alla corrosione del ferro è la zincatura a caldo dello stesso; i manufatti per piscina sono in acciaio zincato a caldo con il metodo Sendzimir e sono pertanto protetti.

venerdì 13 gennaio 2017

Nuove normative per le piscine private

Il 20/12/2016 è stata pubblicata la nuova versione della norma UNI 10637 "Piscine - Requisiti degli impianti di circolazione, filtrazione, disinfezione e trattamento chimico dell’acqua di piscina" che ha escluso dal suo ambito di applicazione le piscine private (Cat. D) per le quali esistono le apposite UNI EN 16852 1-2-3 "Piscine domestiche" e UNI EN 16713 1-2-3 "Piscine domestiche - Sistemi di distribuzione dell'acqua ". Nell'appendice D della nuova norma UNI 10637 sono comunque riportate alcune indicazioni progettuali relative alle piscine private, già presenti nelle precedenti edizioni della norma stessa.
In pratica la norma UNI 10637 che fatto riferimento per 2 decenni per tutte le progettazioni, perde, come ambito di applicazione le piscine private, nelle quali si applicano le nuove normative di derivazione europea (peraltro tradotte in modo approssimativo, rispetto al linguaggio tecnico convenzionale italiano).
A mio giudizio, si tratta di un passo indietro, sia sulla chiarezza che sulla qualità delle prescrizioni: un esempio di tutti quello dei tempi di ricircolo massimi che passano da 4-6 h a 8 h, con ovvio peggioramento della qualità dell'acqua in vasca. Adesso si vedranno dimensionamenti più coscienziosi che continueranno a rispettare le vecchie regole (che ormai il mercato aveva assimilato come standard) e progetti volti invece al massimo risparmio, in cui ci si avvicinerà molto ai nuovi limiti normativi con il conseguente abbassamento della qualità della realizzazione

mercoledì 11 novembre 2015

Tempi di funzionamento degli impianti di trattamento acqua


La nuova norma UNI 10637 - aprile 2015 al punto 5.3.1 affronta il tema del numero di ore/giorno in cui devono funzionare gli impianti.
Le indicazioni sono ovviamente diverse per piscine private (categoria D) e per le altre (categoria A,B e C).

Per le piscine private "il tempo di funzionamento minimo deve essere non inferiore a 12 h": queste ore ovviamente dovrebbero essere quelle più calde e, comunque, sarebbe auspicabile avvicinarsi quanto più possibile alle 24 h per garantire al meglio il rispetto dei parametri chimici dell'acqua di piscina.
Per le piscine con sistemi di cloro elettrolisi e/o riscaldamento, nella scelta del tempo di funzionamento, bisogna anche tener conto che la produzione di cloro e/o il riscaldamento funzionano solo quando è in funzione la pompa di ricircolo.

Per tutte le altre piscine (compresi condomini, villaggi, agriturismi, hotel, parchi ...) "il funzionamento degli impianti di trattamento acqua deve essere continuo nelle 24 h" cioè gli impianti non vanno mai fermati.
La nota 1 del punto 5.3.1 riporta però "In presenza di periodi con attività ridotta o assente, il gestore, in sede di piano di autocontrollo, sempre nel rispetto dei valori dell'acqua di vasca indicati nel punto 5.1.3, può aumentare fino al doppio i tempi di ricircolo agendo sulle pompe di ricircolo e mantenendo operativi tutti i filtri".
Ovviamente aumentare i tempi di ricircolo equivale a ridurre la portata e quindi si può arrivare fino a dimezzare la portata di filtrazione, a piscina chiusa al pubblico (durante la notte, per esempio), sempre nel rispetto dei parametri dell'acqua previsti. 
Essendo questi impianti obbligatoriamente dotati di almeno 2 pompe di ricircolo (più una di scorta) a servizio di tutti i filtri, l'effetto si può ottenere spegnendo fino al 50% delle pompe normalmente funzionanti. Non vanno mai chiusi i filtri, che quindi lavoreranno a portata ridotta, diminuendo quindi la velocità di filtrazione e aumentando la qualità della stessa (filtrazione "lenta"), seppur riferita ad una portata minore.

mercoledì 28 ottobre 2015

I sistemi di cloroelettrolisi (piscine "a sale")

In questi ultimi anni hanno sempre più preso piede nelle piscine private i sistemi di cloroelettrolisi, ovvero la produzione di cloro per elettrolisi del cloruro di sodio (sale) disciolto in acqua.
Questo sistema ha molti aspetti positivi come il poter fare a meno di maneggiare sostanze chimiche quali il cloro solido in tutte le sue forme (pastiglioni, polvere,...), l'assenza di acido cianurico e quindi l'evitare il fenomeno della sovra-stabilizzazione, l'assenza di sostanze non strettamente necessarie per la gestione della piscina ma indispensabili per il processo produttivo (acido stearico,...); inoltre viene ritenuta gradevole la sensazione sulla pelle dell'acqua leggermente salata (5 gr/l contro i  >30 gr/l dell'acqua di mare).
Va sottolineato per chiarezza un'aspetto fondamentale ovvero che l'acqua di piscina avrà al suo interno cloro (nelle sue varie forme), prodotto in loco, ma non si può certo dire che la piscina è "senza cloro" come qualche venditore confusamente afferma.
Un altro aspetto favorevole è l'eliminazione nella cella elettrolitica delle clorammine, composti responsabili di alcuni aspetti negativi della disinfezione a base cloro quali lo sgradevole odore, il bruciore agli occhi..
Detto questo vanno prese in considerazione anche alcune problematiche che sorgono:
- con l'uso dei sistemi di produzione di cloro per elettrolisi si ha come effetto collaterale la produzione di idrossido di sodio (soda) e il conseguente innalzamento del pH, per cui sarebbe importante affiancare sempre al sistema un meccanismo di controllo del pH mediante il dosaggio di una sostanza acida.
-c'è il rischio di corrosione delle parti metalliche in acqua (scalette, accessori vari,..) per effetto di correnti vaganti, di difficile eliminazione
- non è possibile scaricare normalmente l'acqua di piscina in quanto il parametro dei cloruri non rispetta le vigenti normative
In conclusione si può dire che è un sistema valido, che giustifica la spesa, ma che non è il "sistema prefetto", ammesso che esista.

mercoledì 8 gennaio 2014

Le strutture in calcestruzzo nelle piscine

L'utilizzo del calcestruzzo armato resta la tecnologia di riferimento per la costruzione delle piscine. Con questo sistema si possono realizzare piscine sottofalda, di tutte le forme, dimensioni e profondità, con qualsiasi tipo di rivestimento (mosaico, piastrelle, telo PVC, resine,...).
Affinché la struttura mantenga le aspettative di resistenza ma soprattutto di durabilità, per cui è stata progettata, è fondamentale che essa sia realizzata correttamente: è quindi importante tenere presenti alcuni aspetti, che vanno oltre le tipiche prescrizioni del calcestruzzo dell'edilizia civile (resistenza e lavorabilità).
In particolare:
- esiste una prescrizione particolare normativa per la classe di esposizione del calcestruzzo nell'utilizzo per piscina (XD2) che andrebbe ulteriormente variata in presenza di acqua di mare (XS2), situazione simile a quella delle piscine con sistemi di cloroelettrolisi e quindi con acqua ricca di cloruri
- allo stesso modo il copriferro (distanza delle armature dalla superficie del getto) deve essere opportunamente aumentato rispetto alle classiche prescrizioni dell'edilizia civile: questo comporta che non sono possibili pareti troppo sottili
Non sembrano adeguate ipotesi semplificative che facciano riferimento all'impermeabilità del rivestimento per eliminare tutte queste problematiche: infatti è poco probabile che dopo anni di utilizzo le strutture in calcestruzzo non siano a contatto con l'acqua della piscina (basti pensare alla "condensa" che si forma tra il telo in PVC e la parete).

giovedì 26 settembre 2013

La funzione dei galleggianti in vasca di compenso (piscine private)

Generalmente nelle piscine a tracimazione con vasca di compenso vengono installati 3 galleggianti con le seguenti funzioni:

GALLEGGIANTE INFERIORE

E’ il cosiddetto galleggiante contro la marcia a secco (quota verticale circa 30/40 cm sopra la presa di aspirazione): quando il livello dell’acqua nella vasca di compenso scende sotto tale galleggiante la pompa di ricircolo viene bloccata indipendentemente dal timer e dall’interruttore man-0-aut. Ciò avviene allo scopo di non danneggiare la pompa di circolazione facendola funzionare senza acqua da aspirare.
La prova del suo corretto funzionamento si fa verificando che a pompa in funzione essa venga fermata quando la testa del galleggiante è rivolta verso il basso

GALLEGGIANTE DI MEZZO

E’ il galleggiante destinato al reintegro (quota verticale circa a metà dell’altezza della vasca di compenso) dell’acqua in vasca di compenso e quindi apre la corrispondente elettrovalvola di carico quando il livello scende sotto il galleggiante stesso. Non ha nessuna azione sulla pompa di ricircolo e dovrebbe compensare le perdite per evaporazione e per lavaggio in controcorrente dei filtri.
La prova del suo corretto funzionamento si fa verificando che la elettrovalvola di carico si apra quando la testa del galleggiante è rivolta verso il basso

GALLEGGIANTE SUPERIORE

E’ il galleggiante forza-timer o anti-troppo pieno (quota verticale circa 20/30 cm sotto la presa di troppo pieno). Quando il livello dell’acqua lo raggiunge (dovrebbe attivarsi prima della fuoriuscita per troppo pieno dell’acqua dalla vasca di compenso) esso attiva la pompa di ricircolo indipendentemente dal timer e dall’interruttore man-o-aut.
La funzione di questo galleggiante è evitare che, a pompa di ricircolo ferma (per timer), la piscina tenda ad abbassarsi e la vasca di compenso ad alzarsi secondo il principio dei vasi comunicanti; in questo modo poterebbe accadere che l’acqua esca (verso la fognatura) dal tubo di scarico per troppo pieno della vasca di compenso e quindi il fenomeno non si arresti fintantoché l’abbassamento del livello della piscina non arrivi alla quota di tale tubo. A tale scopo, prima del raggiungimento del livello del troppo pieno in vasca di compenso, dovrebbe attivarsi il galleggiante che fa partire la pompa di circolazione che, aspirando dalla vasca di compenso e immettendo in piscina, dovrebbe ripristinare i livelli corretti (piscina piena e vasca di compenso sotto il troppo pieno). Tale azione ovviamente non avviene in assenza di alimentazione elettrica: in tal caso l’impedimento al flusso dovrebbe avvenire dalla valvola di non ritorno che però spesso permette un parziale trafilamento.
Un inconveniente possibile dovuto alla presenza di questo galleggiante è il fatto che, qual’ora il livello della vasca di compenso lo raggiunga (ad esempio dopo una pioggia), esso fa funzionare la pompa di ricircolo continuamente, indipendentemente dalla regolazione del timer. Per ovviare a ciò è sufficiente abbassare il livello della vasca di compenso, ad esempio facendo un contro-lavaggio del filtro o una pulizia aspirafango in scarico.

La prova del suo corretto funzionamento si fa interrompendo il funzionamento della pompa mediante posizionamento su aut di man-0-aut e facendo segnare al timer un orario in cui la piscina sia spenta e verificando che alzando la testa del galleggiante la pompa riparta. 

giovedì 29 agosto 2013

La scelta del costruttore di piscine

Quando un cliente privato decide di costruire una piscina si trova di fronte alla scelta del costruttore a cui affidarsi; ecco alcuni spunti di riflessione che potrebbero agevolare la decisione:

- il web è il regno del millantato: vi sono micro aziende (1 persona) che hanno siti da quali sembra di avere a che fare con multinazionali quotate in borsa
- non fatevi ingannare da fotografie bellissime (magari ritoccate): esistono banche dati che le vendono e quindi spesso non centrano niente con le realizzazioni del costruttore che le propone
- andate sempre a vedere la sede e la struttura del costruttore: chi opera in un garage, senza dipendenti, forse è più adatto a fare assistenza e piccole manutenzioni che a costruire...
- sceglietevi un costruttore con sede vicina a voi in quanto avrete sempre bisogno di qualche intervento di assistenza e, chiaramente, chi vi ha costruito la piscina, se è delle vs. parti,  verràpiù volentieri (magari anche gratis) di un fornitore da centinaia di kilometri
- assicuratevi che il costruttore abbia una certa storia (valgono più 30 anni con la stessa partita IVA di garanzie di 50 anni date da aziende nate da pochi mesi) e magari qualche referenza a voi nota
- diffidate di chi separa la vendita dei materiali dal montaggio: voi comprate una piscina installata e non dei materiali che poi qualcuno (che non avete mai visto) verrà a montare, per cui unico fornitore e pagamento unico; tra l'altro spesso chi non è sicuro del proprio operato usa questa tecnica: il kit dovete pagarlo subito (è una vendita) e poi il montaggio lo pagate direttamente ai montatori (direi che la cosa si commenta da sola...)
- esaminate con attenzione i preventivi, non focalizzandovi solo sulla cifra finale, in quanto tra esclusioni (implicite ed esplicite) la sorpresa è dietro l'angolo
- non fate ricorso a pagamenti dilazionati meditante finanziarie fornite dal costruttore: se il lavoro fosse mal eseguito lui verrebbe pagato lo stesso e Voi dovreste pagare comunque le rate
- cercate di incontrare il costruttore almeno 3-4 volte prima di firmare il contratto e fategli tutte le domande che vi vengono in mente: valutate la qualità delle sue risposte per capire la sua professionalità
- chiedete quante più specifiche tecniche possibile; ad esempio diffidate di chi non indica la luminosità (in lumen) delle lampade a led, o il marchio del pulitore automatico o il produttore del telo di rivestimento,...

Vale poi una regola generale: fidatevi del vostro istinto nel valutare la competenza delle persone (per differenza di importo contenute); ho visto decine di casi di piscine mal realizzate da costruttori improvvisati (giardinieri, venditori di rivestimenti, idraulici,...) finite in contenzioso legale tra committente e appaltatore con danni per tutte la parti (il cliente non ha una piscina conforme alle sue aspettative e magari nemmeno utilizzabile prima di ulteriori lavori, l'appaltatore non viene pagato...)